La peggio cosa che potesse capitarmi sono le persone
Non posso evitare dal definirmi comparandomi alla persone che conosco, amo, odio, faccio la fila alla posta, prendo l’ascensore all’Università etc. Per capire un po’ quello che sto combinando devo per forza guardare cosa combinate voi. Ultimamente buona fetta dei miei amici è immersa in una sorta di approfondita autoanalisi o vai a sapere cosa. Comunque sono tutti insoddisfatti. Io no. Non ci riesco. Vorrei capire il perché. Pare abbia raggiunto un certo equilibrio poi tramutatosi in una specie di pace zen inattaccabile attorno ai 18 anni, quando ho capito di non essere niente di speciale o che essere speciale non è niente di speciale o, ancora, che le persone speciali non sono mai esistite (che so, forse giusto Alessandro Magno, Elvis ed il tizio che ha inventato Torrent), superando così ogni tipo di ansia da prestazione verso la vita, se non quella di piacere alle ragazzine (ovvero: le persone speciali sono solo quelle di bell’aspetto). Ora, mi piacerebbe pensare di essere davvero una persona equilibrata e che da ciò derivi l’assenza in me di drammi interiori, preoccupazioni e i “ma dove sto andando - cosa sto facendo?”, e non escludo completamente sia così, ma non posso nemmeno escludere che questo sia dovuto ad altri fattori:
- Non sono una persona complessa. Mentre gli altri si vedono, e probabilmente sono, una multiforme struttura di scatole cinesi e sovrastrutture su sovrastrutture, gallerie, cunicoli ed incroci di sinapsi, io sono contento con un panino ed una x-box. Forse sono solo un sempliciotto. Non sono più stratificato di un cavolfiore. Il che non è di per sé negativo, ma mi piace credermi complesso anch’io.
- Quindi sono scemo. Quando si dice “ah beati gli scemi che sono sempre felici” in realtà ci si è sempre riferiti alle persone come me? Sono dall’altra parte della barricata? Non sono abbastanza intelligente per “sentire” determinate cose? Può darsi.
- Sono davvero una brutta persona. Però i miei amici smentiscono. Lascio un 2% di possibilità a questa evenienza.
- Non colgo la differenza fra non avere interesse per qualcosa ed ignorarla completamente (nel senso di non conoscerla). L’unica domanda che ogni tanto mi pongo è “Cosa so?”. Non so nulla. So che al reparto latticini dei supermercati fa troppo freddo, un freddo non normale e poco naturale. Pure ad Agosto mi tengo lontano dal reparto latticini (in realtà ci compro velocemente le sottilette e il galbanino). So che mi piacciono i libri, i fumetti, le serie comiche americane e la musica del punk rock. So quanto sono alto. Poi basta credo.
- Come tutti gli adolescenti (ed io non sono adolescente da anni) mi credo “immortale” (non nel senso Highlander, ma anche nel senso Highlander) e quindi che problema c’è?
Vorrei solo che tutti i miei amici si credessero immortali.
Woody
Tutto questo l’ho scritto prima che nell’ultimo mese succedessero le seguenti cose:
-La mia ragazza mi lascia.
-Forse soffro di qualcosa al cuore. Ma più probabilmente niente. Ma la paura di soffrire di qualcosa al cuore mi fa soffrire come se soffrissi di qualcosa al cuore.
-Ho trovato il mio gatto morto.
Woody (che è il nome del mio gatto e non della mia ex ragazza) era, senza paura di essere smentito, il gatto migliore del mondo. La morte di Woody ha sconvolto me quanto i miei amici che ne erano tutti innamorati.
Ha fatto una morte violenta senza senso e non voglio stare qui a raccontare di come l’ho trovato.
Mi mancherà moltissimo e ancora non mi rendo conto che non ce l’avrò più in giro per casa.
Era davvero il gatto migliore del mondo. I vostri gatti non lo sono. Fatevene una ragione.
La mia ragazza che mi lascia e questi due richiami alla caducità della vita e di tutto in generale non hanno cambiato di una virgola la percezione che ho di me stesso e di ciò che mi sta attorno. Non so se dovrei preoccuparmi. In realtà, ancora una volta, non me ne importa.
<3