MaL'Ore...

La peggio cosa che potesse capitarmi sono le persone

millenovecentoottantasei:

Non posso evitare dal definirmi comparandomi alla persone che conosco, amo, odio, faccio la fila alla posta, prendo l’ascensore all’Università etc. Per capire un po’ quello che sto combinando devo per forza guardare cosa combinate voi. Ultimamente buona fetta dei miei amici è immersa  in una sorta di approfondita autoanalisi o vai a sapere cosa. Comunque sono tutti insoddisfatti. Io no. Non ci riesco. Vorrei capire il perché. Pare abbia raggiunto un certo equilibrio poi tramutatosi in una specie di pace zen inattaccabile attorno ai 18 anni, quando ho capito di non essere niente di speciale o che essere speciale non è niente di speciale o, ancora, che le persone speciali non sono mai esistite (che so, forse giusto  Alessandro Magno, Elvis ed il tizio che ha inventato Torrent), superando così ogni tipo di ansia da prestazione verso la vita, se non quella di piacere alle ragazzine (ovvero: le persone speciali sono solo quelle di bell’aspetto). Ora, mi piacerebbe pensare di essere davvero una persona equilibrata e che da ciò derivi l’assenza in me di drammi interiori, preoccupazioni e i “ma dove sto andando - cosa sto facendo?”, e non escludo completamente sia così, ma non posso nemmeno escludere che questo sia dovuto ad altri fattori:
- Non sono una persona complessa. Mentre gli altri si vedono, e probabilmente sono, una multiforme struttura di scatole cinesi e sovrastrutture su sovrastrutture, gallerie, cunicoli ed incroci di sinapsi,  io sono contento con un panino ed una x-box. Forse sono solo un sempliciotto. Non sono più stratificato di un cavolfiore. Il che non è di per sé negativo, ma mi piace credermi complesso anch’io. 
- Quindi sono scemo. Quando si dice “ah beati gli scemi che sono sempre felici” in realtà ci si è sempre riferiti alle persone come me? Sono dall’altra parte della barricata? Non sono abbastanza intelligente per “sentire” determinate cose? Può darsi.
- Sono davvero una brutta persona. Però i miei amici smentiscono. Lascio un 2% di possibilità a questa evenienza.
- Non colgo la differenza fra non avere interesse per qualcosa ed ignorarla completamente (nel senso di non conoscerla). L’unica domanda che ogni tanto mi pongo è “Cosa so?”. Non so nulla.  So che al reparto latticini dei supermercati fa troppo freddo, un freddo non normale e poco naturale. Pure ad Agosto mi tengo lontano dal reparto latticini (in realtà ci compro velocemente le sottilette e il galbanino). So che mi piacciono i libri, i fumetti, le serie comiche americane e la musica del punk rock. So quanto sono alto. Poi basta credo. 
- Come tutti gli adolescenti (ed io non sono adolescente da anni) mi credo “immortale” (non nel senso Highlander, ma anche nel senso Highlander) e quindi che problema c’è?

Vorrei solo che tutti i miei amici si credessero immortali.

Woody
Tutto questo l’ho scritto prima che nell’ultimo mese succedessero le seguenti cose:
-La mia ragazza mi lascia.
-Forse soffro di qualcosa al cuore. Ma più probabilmente niente. Ma la paura di soffrire di qualcosa al cuore mi fa soffrire come se soffrissi di qualcosa al cuore.
-Ho trovato il mio gatto morto. 

Woody (che è il nome del mio gatto e non della mia ex ragazza) era, senza paura di essere smentito, il gatto migliore del mondo. La morte di Woody ha sconvolto me quanto i miei amici che ne erano tutti innamorati.
Ha fatto una morte violenta senza senso e non voglio stare qui a raccontare di come l’ho trovato.
Mi mancherà moltissimo e ancora non mi rendo conto che non ce l’avrò più in giro per casa.
Era davvero il gatto migliore del mondo. I vostri gatti non lo sono. Fatevene una ragione.

La mia ragazza che mi lascia e questi due richiami alla caducità della vita e di tutto in generale non hanno cambiato di una virgola la percezione che ho di me stesso e di ciò che mi sta attorno. Non so se dovrei preoccuparmi. In realtà, ancora una volta, non me ne importa.

<3


Ed ecco che viene a piovere e tu stai per fare un ultimo giro di corsa intorno alla piazza del mercato. Corri indietro al punto di partenza, dove hai lasciato bici e bottiglietta dell’acqua. Basta: stai stanco e si è messo a piovere. Alzi la bici e la trasporti sopra la rampa di scale, aggiusti il sellino, bevi, ed intanto la pioggia scende e ti bagna. Pedali verso casa, correndo: improvvisamente ti basta, quest’emozione ti rende felice: tu che corri sulla bici, che scendi un pendio senza pedalare, che alzi le gambe, mentre ascolti The Killing moon, mentre piove e il vento ti fa arrivare in faccia tutte le gocce. 


chi chiagn fotte a chi ride

Già da un paio di settimane ho fomentato in me stesso un senso di disagio e depressione. Questa cosa mi è esplosa in faccia lo scorso fine settimana, già dal venerdì.

Quello che so di me stesso è che per la maggior parte sto bene quando non penso a me stesso. Poi ho bisogno di bloccare tutto, di mettere in pausa e chi si è visto si è visto. Non mi importa nulla e di nessuno: ho da riflettere su me stesso. Non do fastidio nel farlo. Di solito mi accuccio nel letto e dormo ininterrottamente. Mangio poco o niente, in parte perché non ne ho voglia, in parte perché mi piace sentirmi debole, sull’orlo di uno svenimento.

Non voglio aprire polemiche, ma qualcuno ha detto che c’è bisogno di un’etica della depressione, tipo se sto giù devo dirlo, che devo avvertire e se voglio farmi tirare su/consolare devo dimostrarlo, se voglio ecc… Tutte cazzate. Quando uno è depresso è depresso, non gliene frega di niente e di nessuno e non sa manco cosa vuole, non vuole niente, i miei spazi, i miei tempi per elaborare e digerire la cosa, e se c’è qualcuno vicino ben venga, ma che sia di supporto (non consolatorio), che ci sia e basta, senza farti sentire una merda più di quanto già ti senti.

Ognuno ha i suoi problemi ed io non capivo quando la mia amica Ca. si è risentita e mi ha fatto notare questa cosa, che ognuno ha i suoi tempi ecc… Mi scuso con lei perché adesso ho capito di cosa parlasse.

Mi sto zitto zitto, nonostante tutto. Al minimo momento di debolezza, al minimo momento di fermo, mi devo anche sentire aggredito. Questa cosa non mi piace e mi sta facendo stare ancora più incazzato.

Perché sono un tipo tranquillo, non cerco guerre da combattere, ma veramente non capisco perché debba essere io a comprendere sempre gli altri, a giusticarli, a pensarli ma io non posso essere compreso/giustificato/pensato.

Perché solo gli altri hanno bisogno di feedback positivi, io no, eh.

Io non esisto e questo è quanto.


Sparlare di Miguel è sparare sulla croce rossa, però è necessario. Ne esce fuori sempre qualcuna ogni giorno. Venerdì sera, una settimana fa, rientravo a casa verso le 10, per ritrovarmi solo con lui. Ben presto mi son chiuso in camera. Ho sentito che Pattine, l’altro mio coinquilino rientrava con un suo amico; quest’ultimo si mette a parlare con Miguel. Dopo un po’ mi bussano alla porta. Pattine mi dice Miguel è uscitpo, è partito, è andato in Trentino a “schiare”. Lo stronzo manco ce l’avrebbe detto, è stato G. (l’amico di Pattine), che parlando parlando ha scoperto che aveva una valigia e che stava andando via. Ma quanto è stronzo. Cioé posso capire che ognuno può fare quel che cavolo gli pare senza stare soggetto a nessuno ecc… ma voglio vedere nel caso in cui non l’avessimo visto per 3-4 giorni se non ci scappava una richiesta a “chi l’ha visto?”. Miguel con noi non parla, è sempre sulle sue, arrabbiato col mondo, scazzato. è tornato l’altro ieri sera. Io l’ho sentito chiaro chiaro, all’una e mezza di notte che faceva rumori su rumori ( e mi ha svegliato 5 volte, una cosa snervante). Io ho ipotizzato che avesse mire su qualche spagnola erasmus, e forse forse è così, perché credo che si sia svuotato durante questa gitarella, è rientrato più tranquillo e gentile. Ieri pomeriggio Borghese mi ha riferito che stava incollato alla televisione a vedersi la diretta del papa. Poi ad un certo punto è sparito. Solo oggi pomeriggio verso le 5 è ricomparso, dicendo, cosa che avevamo intuito, che era andato a vedersi il papa a San Pietro. Bravo, bravo, e sticazzi?

Cioé che abbiamo fatto di male per avere un coinquilino del genere? Non è solo stronzo, scontroso, scansafatiche, scemo, con problemi psicomotori, forse omofobo, ma anche la macchietta dello spagnolo ultra-cattolico (perché poi son usciti fuori gli altarini - e secondo me se conduce un atteggiamento di disprezzo verso i campobassani è perché sono molto politici, molto comunistoidi e lui molto conservatore.).


Don Juan - Dom Juan - Don Giovanni

Da sei mesi a questa parte ho sviluppato una ossessione per DJ (Don Juan), non solo l’opera di Mozart, ma parlo dei vari Don Giovanni della storia, dal primo di Tirso a quello di Saramago. Il tema mi è vicino, anche perché ciò che più mi interessa è la morte punitiva. Non sto qui a scrivere un saggio, anche se potrei farlo; lo so che non ve ne frega. Ma c’è qualcosa di sublime nella scena della morte del Don Giovanni di Mozart che mi porta ogni tanto a canticchiare “Ah, padron (x3), siam tutti morti!” o “Pentiti scellerato! No, vecchio infatuato! sì! no! sì! no! sì, sì! Noooo, no!” Lui che scende agli inferi tra fuoco e fumi. La punizione divina, a cui non crediamo, eccola lì, davanti ai nostri occhi. Manco Don Giovanni ci crede eppure sta morendo proprio grazie a questo marchingegno.


E così oggi è finita la mia sessione invernale di esami. Ne ho dati 3. Uno ad inizio febbraio ( il 7, Storia dell’arte contemporanea - Dada/surrealismo e fotografia), uno a inizio marzo (ma doveva essere di fine febbraio, Storia dell’arte contemporanea - I cubisti e il cubismo dei salons), e l’ultimo oggi, appunto (Ricerche di storia del teatro - Il Don Giovanni).

Come al solito non ho studiato moltissimo, io tendo a non impazzire sui libri, gli esami non mi devo uccidere la salute, questa è la mia filosofia di vita. Niente mi può impedire di perdere un paio d’ore per vedere un film di sera o per farmi una sega. Eppure ho studiato più di altre volte, meglio: forse perché sto a Roma e non ho altre distrazioni, forse perché almeno per il cubismo ho avuto Ilaria come compagna di studio.

Comunque assafa, si ritorna più o meno a vivere.


Prendo spesso il treno ed ogni volta partendo, sento di dovermi congedare dalla città che lascio. I primi minuti di viaggio allora guardo fuori dal finestrino la mia città (perché ora anche Roma è mia). Ma a Napoli è un’esperienza epifanica. Lascio la stazione quasi sempre col maltempo, col cielo plumbeo, le nubi minacciose che ricoprono il Vesuvio - il tutto diviene atemporale, apocalittico. Ed ecco che passo per la foresta dei cavi dell’alta tensione, ecco i treni, ecco dove vanno a riposare la notte, ecco i grattacieli del Centro Direzionale, ecco le case “sgarrupate”. Ecco, la scritta “Napoli Centrale”, che qualcuno si è divertito a modificare in “Apoli”. Una non-città. Io sono un apolide. Questa cosa mi colpisce ogni volta e quasi mi commuove. Dopo la settimana scorsa, durante la quale prima è crollato un edificio a Chiaia, poi la Città della Scienza, contornata dalle proteste dei lavoratori della Circumvesuviana, ho sentito una stretta al cuore e un amaro in bocca ed è un sollievo pensare alla poesia che Napoli sa dare, sempre sotto l’egida del “nonostante”.


Hola Miguel *

Io davvero non capisco il mio coinquilino, il perro andaluso: sbatte le porte, sta sempre di cattivo umore, sta sempre in quella cazzo di palestra e quando torna a casa o va a correre o si vede partite di calcio, credo anche quelle già viste (ma che cazzo ci sei venuto a fa a Roma? Che poi manco un esame hai dato! E questo è perché sei erasmus, eh!). Tra noi coinquilini si era deciso di mangiare insieme, quando possibile, facendo spesa comune. All’inizio anche lui pranzava/cenava con noi, adesso la maggior parte delle volte declina e si cucina qualcosa dopo - la maggior parte delle volte cose con l’uovo o tonno, la maggior parte delle volte sporcando la cucina intera e facendo chiasso. Intanto però mette anche i soldi per la spesa comune, oltre a comprarsi ciò che si mangia. Per non parlare di quando cammina, che sembra che al posto dei piedi abbia delle incudini. 

è la nota stonata della casa.

 * http://www.youtube.com/watch?v=fGB71hBq1QA