MaL'Ore...

il lavoro nobilita l’uomo… 5

Ho pensato anche al mio corpo. A cosa poi mi ha detto Luca. Il mio corpo. Che difficile rapporto che ho col mio corpo. Lo odio. Eppure non posso fare niente. Ce l’ho, non si può fare nulla. Posso dimagrire, mi posso allenare, ma per me non sarà mai abbastanza. Per me sarà sempre un corpo privo. È come il pene. Uno ce l’ha così. Non lo può cambiare. In fondo io non voglio il mio corpo, non voglio il mio pene, voglio il corpo di un altro, il pisello di un altro. Quindi perché tormentarmi? La paura di non essere all’altezza. L’insicurezza


il lavoro nobilita l’uomo… 4

Oggi pomeriggio era di nuovo ad allenarsi. Ha fatto palestra. Io e mio zio eravamo a pulire dentro l’edificio. Ci dice: “ devo fare un altro esercizio e poi potete pulire, che ho finito. Io poi mi faccio la doccia e me ne devo andare.”. Io pulendo la palestra ho pensato solo a lui, lì nelle docce. Ne ho approfittato che ho visto un cordone di un accappatoio, e lo volevo mettere nello spogliatoio, mi sono diretto lì e mi son trovato di faccia il Presidente, a cui ho dato la cosa, ma ho sfruttato il momento e ho buttato un occhio, era lì, nudo con l’asciugamano che gli copriva il tutto, se lo stava sicuramente asciugando. Non avendo altro motivo per rimanere, me ne sono andato.

Ma non ce la facevo. Avevo un desiderio troppo grande. Ho chiesto in giro di una scopa, che mi serviva per spazzare in terra, ma non trovandola, ho chiesto ad alta voce andando intanto nelle varie zone alla sua ricerca. Passo davanti allo spogliatoio. Lui è lì, io getto uno sguardo furtivo, mentre cammino. È nudo, è seduto ed il suo pisello sembrava una zucchina. È quel tipo di pisello che mi piacciono, allungati, con prepuzio sbordato e con un ciuffo di peli pubici biondi. Avrei voluto sostare, guardarlo meglio, toccarlo, baciarlo, succhiarlo, farlo venire. Me ne sono andato, imbarazzato.

Non so se mio zio tornerà a pulire gli spogliatoi. Ha chiesto al tipo, che chiami lui se gli serve una mano a pulire. Ma chissà. Nel caso io tornerò con piacere. Sperando in un po’ di pesce da vedere. Il problema è che ciò non mi basta più. Ho una certa età e voglio chiavare. Chiavare. Chiavare.


il lavoro nobilita l’uomo… 3

Il primo giorno, nel pomeriggio si è palesato un ragazzo, un calciatore, ad allenarsi. Petto nudo, fisico asciutto e bello, sui 20 anni appena, con un paio di calzoncini messi quasi a slip, corre. Vedendogli il pacco non ho visto molto. Mi son sempre chiesto come si fa a mettere bene il pisello nelle mutande quando si corre. È un intralcio, io di solito mi faccio male, ed ogni tanto mi devo fermare per metterlo meglio.

Comunque il Presidente mi chiama e mi chiede di spostare gli irrigatori. Io sto lì con l’irrigatore puntato e lui sta per passare. Io sposto l’irrigatore, lui mi fa: “no, no, lascia. Così è meglio”. Lui passa sotto e si bagna tutto, l’acqua casca sugli addominali, sulle cosce muscolose, i bicipiti. Poi va via. Ritornerà e starà sotto il mio getto strofinandosi tutto, “ah, che bello!” dice. E non so se si è accorto del mio interesse. Certo è che quando se ne va a fare la doccia, trovo un motivo per entrare nell’edificio e magari andarlo a vedere. Ma mi accorgo che è nello spogliatoio in fondo e non mi arrischio.

Ma il rimorso di non essere andato mi ha tenuto eccitato per i giorni a seguire.


il lavoro nobilita l’uomo… 2

I primi 3 giorni, cioè Lunedì, Martedì e Giovedì (mercoledì è stato ferragosto) abbiamo pulito il campo. Un lavoraccio, gratificante però. Sentivo scorrere il sudore, ma stesso il sole me lo asciugava, sentivo odore di terreno, e grazie agli irrigatori ho visto più arcobaleni in 3 giorni che in 25 anni. Il primo giorno ho usato le mani per estirpare le radici, ma alcune erano belle grosse, e son passato poi alla zappa.

Il problema di questo lavoro è che per ciò che io e mio zio abbiamo fatto e avremo dovuto ci avrebbero dovuto dare 1800 euro circa. Invece, in nero, Il Presidente della società aveva detto che più di 400-500 euro al mese non andava.

Mio zio in sostanza doveva ricoprire il ruolo del magazziniere associato ad altre cariche, cioè doveva curare il campo, pulire gli spogliatoi, stare appresso alla squadra, lavare le divise ecc.. il tutto per 400-500 euro al mese. In più lavorare anche sabato e domenica.

Impossibile.

Infatti oggi è stato il nostro ultimo giorno, e abbiamo pulito gli spogliatoi, 4 spogliatoi con docce e sanitari, una palestra con docce e sanitari, la zona dispensa, con lavatrice, bottiglie d’acqua, frigorifero e divise, palloni ecc.. ed il salone d’entrata.

Descrivo tutto ciò ma il punto è un altro.


il lavoro nobilita l’uomo… 1

Lunedì 13 ho iniziato un lavoretto. Mio zio, che ha bisogno di un lavoro, accetta di fare da “custode” in un campo di calcio regolare del Mariglianese Calcio. Mio fratello avrebbe dovuto aiutarlo, ma diciamo che non se l’è sentita perché settimana scorsa durante la partita a calcetto si è fatto male il piede. La verità, secondo me, è che è una leggera botta, e che, dato che non aveva voglia di fare lavori manuali ha ripiegato su questa farsa. In fondo mica doveva sforzare il piede.

Il lavoro consisteva

1)      Nel mettere a posto il campo, togliendo tutte le erbacce e le radici. Dovete capire che è un campo grosso, ma non tutto prato, bensì per la maggior parte terra, con zolle di erbacce e radici, appunto, disseminate un po’ dappertutto.

2)      Pulire gli spogliatoi

3)      Tracciare il campo.

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Caricies.

Prima di svegliarmi ho fatto un sogno. Ero ad un’uscita tra amici, parlo con un mio cugino, più piccolo, di un certo film cult, che lui non ha mai visto, e non è l’unico. Allora, non so come, danno proprio questo spettacolo in un cinema, e si forma una fila enorme per vederlo, intanto già è iniziato ed io commento le parti più belle a quelli che mi stanno intorno. Deve essere una specie di musical, forse, ma dico forse è The Rocky Horror Picture Show.

Mentre sono lì in fila ritrovo un vecchio amico, di liceo o delle medie, e dopo aver parlato delle frasi o scene cult-trash del film io mi ricollego a come mi sfottono i miei amici, alle immagini modificate, agli sfottò degli altri. Parliamo e decidiamo di andare in un pub a parlare. Qui ci sediamo al bancone in una sala con qualche 50enne tra amici ai tavoli, tipo pub americano dei paesi del nord dove fa freddo e la gente si veste a quadroni di flanella. Parliamo, poi non so come, forse perché lo voglio consolare, gli passo una mano dietro la schiena, arrivato alla fine della quale decido di passare dall’esterno all’interno della camicia, gliela tolgo poi, lo accarezzo tutto, non so come ci ritroviamo senza pantaloni, io inizio ad eccitarmi per la vicinanza col suo culo; siamo in pratica messi tipo dondolo su due sgabelli di velluto.

Io lo bacio lo accarezzo. Poi gli chiedo se va bene così, se sto andando bene. Gli dico che per me è la prima volta. Lui mi dice: “Ah, ecco allora. No, non si fa così, mi fa distendere e si butta sul mio pene in erezione. Io sono un po’ sotto choc. Tanto che lui viene, io no.

Alla fine ci vestiamo e ce ne andiamo come se nulla fosse accaduto. Alla fine avevamo chiavato in un pub-bar su degli sgabelli, di fronte al barista e ai clienti, tutti 50enni e su, panzoni.

Dopo usciamo e vedo che lui già è un po’ stizzito. Io continuo ad accarezzarlo. Poi gli chiedo se volessimo provarci, se volesse uscire con me, tipo appuntamento, cose fatte bene… oppure si poteva rimanare così e non rovinare nulla, aggiungo, vedendo il suo sguardo sempre più riverso al cellulare che a me. Il barista, da dietro, dice che è meglio se rimaniamo amici, e lui è d’accordo.

Non so come ci lasciamo.

So che questo sogno è una fusione di varie cose accadutemi ultimamente: da RHPS che ho visto ad inizio settimana agli sfottò, della qual cosa ho parlato tre giorni fa con una mia amica, alla posizione a dondolo con cazzo tra le pacche ma non dentro, visto ultimamente in un porno. Tutto ciò è triste. Il mio inconscio chiede disperatamente d’essere amato, di essere scopato.

Una parte di me sente che, nonostante l’età, chi ancora non ha fatto sesso rimane sempre un bambino, inesperto del mondo.