Ask me anything   My name is Lorenzo, 26years old, Italian, from Naples and this Mal'ore (in italian 'malore' means 'unease' but 'ma l'ore' means 'yet the hours') is my world of images, poetry, boys, film, music, art, fashion and humor.
I can (re)blog only those things have affected my memory or my heart, or just hit me.

Il momento di andare a dormire e quello del risveglio sono i momenti peggiori: penso che non ho più qualcuno che mi ami, non ho più qualcuno che mi pensi, che sono di nuovo solo.

Subito c’è il pensiero che lui non mi ha mai amato, che in realtà l’unico a cui pensava era sé stesso, che sono sempre stato da solo in questa relazione. Non voglio fargli torto, sicuramente mi ha voluto bene, e ce l’ha messa tutta a far funzionare la cosa, ma appunto si è sforzato.

La notte i miei sogni sono invasi da lui.

Il lato positivo di questa storia è ben poco, ma si riversa tutto sulle mie prime volte: il mio primo appuntamento, il mio primo contatto con un ragazzo, il mio primo bacio, la mia prima volta, il mio primo colpo al cuore lasciandolo alla stazione, il mio primo pianto d’amore, il mio primo innamoramento, i miei primi problemi a livello sessuale, il mio primo ragazzo, la mia prima volta a casa di qualcuno conoscendo i genitori, la prima eccitazione, la mia prima volta da attivo, il mio primo pompino ricevuto, la mia prima delusione d’amore. Il mio primo disinnamoramento. La mia prima fase post-lui.

Guardandomi allo specchio stamattina ho pensato che non mi devo lamentare del fatto che non ho più qualcuno che mi ami. Devo pensare che ho amato. Sono andato coi piedi di piombo per buona parte del nostro rapporto, ma mi sono fatto coinvolgere e travolgere, e ho subito l’innamoramento. Voglio e devo pensare che il fatto che ho messo a rischio la mia salute (con sintomi influenzali, nonostante il freddo e la pioggia battente) e la mia tesi per lui mi abbia fatto sentire vivo.

Sono sempre critico con me stesso, devo imparare a non esserlo, appunto per questo, cazzo, devo urlarmi il fatto che ho vissuto, e mi son sentito vivo, ho amato.

Ora devo imparare solo ad amare me stesso.

— 2 giorni fa con 5 note
#my thoughts  #my memories  #lorenzo martinetti 

Ho appena finito di parlare con lui. L’ho chiamato io, avevo bisogno di un chiarimento. Ho fatto molto bene. Adesso ho l’anima in pace, e sebbene fosse stimolante per me sia fisicamente (è nu bell guaglione) che intelletualmente, è uno stronzo, ma stronzo stronzo, di quelli che non è colpa loro se sono così stronzi, hanno/stanno a problemi, traumi, genitori divorziati, fiducia ecc..

Mi ha usato e illuso, quando il gioco si è fatto troppo duro, ha mollato.

Le sue parole d’amore non erano vere, alcuni suoi gemiti non erano veri.

Voleva salvarmi, voleva creare un rapporto con me ma ha mancato di mettere il rispetto e la fiducia, o meglio, io ce l’ho messa, lui l’ha rotta e mi ha preso in giro. Si sente un fallito come essere umano, dice. Si sente una merda. Voleva che io fossi una distrazione in mezzo al fango nel quale sguazza, una semplice distrazione intelletuale e fisica.

Ma non amava il mio corpo. Non tollerava il mio carattere.

Adesso mi chiedo perché e come facesse all’inizio a piangere, a commuoversi, se non provava nulla per me. Che razza di essere riesce a fare ciò?!

Dice che gli piaceva fare sesso con me solo quando facevo da passivo, e una volta (su due) quando ho fatto l’attivo, ma in generale credo che non lo rifarebbe con me. Dice che mentalmente lo esaurivo, ero estenuante. Dice che intelletualmente lo appagavo ma lo lasciavo insoddisfatto perché non credo nelle mie capacità.

Allora sai che c’è di nuovo? ciao, buon viaggio e buona pasqua.

— 3 giorni fa con 5 note
#my thoughts  #lorenzo martinetti 

Napoli

1 & 2  = 6 marzo. Il primo incontro, mi porta al Museo nazionale della ceramica Duca di Martina. Scendendo per il giardino interno si ha una veduta di tutta Napoli dall’alto, abbracciando il golfo e il castel dell’ovo.

3 & 4 = 22 marzo. Il terzo incontro, il primo bacio. Qui entro nella chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, aspettando il suo arrivo (sempre in ritardo), prima di andare al Parco Vergiliano.

5 & 6 = 14 aprile. Il primo incontro dopo Roma. Prima il Madre, l’eccitazione, il pergolato, poi l’accademia, gli incontri degli amici, ‘sono il suo ragazzo’, via dei tribunali, questa chiesa della croce di Lucca, poi via duomo, la lezione di Riccio, l’amica Claudia, la scopata nel bagno del secondo piano.

7 & 8 = 18 aprile. l’ultimo incontro (?). Siamo stati al Madre per una full immersion. Voglio un caffé e un cornetto. Via dei Tribunali, ‘2500000 di euro bastano per spostarli’.

9 = la mia unica foto che ho fatto di lui. il 18 aprile, in quel momento.

Non voglio dimenticare.

— 3 giorni fa con 10 note
#my thoughts  #my memory  #my photography  #my photoset  #lorenzo martinetti  #Napoli 
"morirei al pensiero di farti del male"
Colui che mi ha fatto del male
— 3 giorni fa con 3 note
18 aprile 2014.


Ho sofferto molto nella mia vita.

Non ci voleva.

Non me lo merito.

— 4 giorni fa con 2 note
#18 aprile 2014  #manco un mese  #lorenzo martinetti 
16 aprile 2014

Ho sofferto nella mia vita. Non sono malato terminale, nessuno ha abusato di me, vorrei poter dire di aver avuto un trauma. Nulla di tutto ciò. Col tempo mi sono abituato all’infelicità, non è poi tanto brutto. Col tempo ho imparato a stare da solo, a bastarmi - mi sono obbligato. Ho creato paletti, ho creato campane di vetro, di roccia.
Adesso sono disarmato.
Sto vivendo un momento lieto, giovane, felice.. sono distratto, non riesco a focalizzare, né mi va di focalizzare l’attenzione sulla tesi.
Tesi, il cui argomento è la morte, che inizialmente avevo scelto con così tanto languore esistenziale, e che adesso è solo un impedimento e una distrazione alla mia vita.
Quanta ironia: vivevo per la morte e adesso la morte muore nella mia vita.

— 4 giorni fa con 5 note
#16 aprile 2014  #my post  #my thoughts  #my memory  #lorenzo martinetti 
Di solito non rebloggo, ma queste parole…

lamorecadavere:

Credo che tu debba essere, di fondo, più positiva.

Sopratutto per te; perché la negatività, l’apatia creata dal credere che tutto vada o possa andar male, non porta altro che nuova negatività. E’ un circolo vizioso da cui si finisce per non uscire mai, se non per dire “ve l’avevo detto”, quando qualcosa di nuovo non va secondo i nostri progetti.

Sopratutto per te; perché non serve guardarsi indietro e contare le proprie sconfitte. Tutti ne abbiamo, tu ed io compresi, spesso non dipendono nemmeno da noi, ma immaginarci come destinati al fallimento è la via per paralizzarci di fronte a qualcosa che potrebbe rappresentare il nostro successo. Devi dichiararti colpevole solo quando lo sei realmente, non c’è nulla di male nello sbagliare né tanto meno nello sbagliarsi. Devi imparare ad assolverti più spesso, essere un giudice giusto ma incline alla clemenza; tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a sbatterti in faccia i tuoi fallimenti, quasi mai veri quasi sempre presunti. Imparerai ad accorgerti che chi ti accusa spesso è un bambino che non ha imparato la propria lezione ma vuole comunque insegnarti la tua.

Devi imparare ad assolverti in special modo per quelle azioni che non dipendono da te, che non sono state da te decise e sulle quali non hai avuto nessuna possibilità di scelta: tutti noi potevamo fare qualcosa di più in mille circostanze. Se non l’abbiamo fatto è perché non lo sapevamo, perché ci sembrava sbagliato, perché non ci abbiamo pensato, e comunque la maggior parte delle volte non sarebbe servito a niente. Certe cose semplicemente accadono, devono accadere, con un po’ di fortuna e tanta tanta incoscienza possiamo imparare a trarre un segno positivo dalle cose più becere che il destino ci mette sul cammino.

Devi farlo per te stessa, perché non è mai troppo tardi per imparare a vivere meglio: sei una persona seria ed impegnata, un po’ di leggerezza ti farà sentire più leggero il peso delle responsabilità.

E devi farlo anche per me, perché non ho sempre le forze per risollevare tutto: a volte io cado e me ne sto disteso a terra perché non ho voglia di rialzarmi.

— 1 settimana fa con 91 note
#parole che servono  #reblog  #text  #lamorecadavere 

Non racconto, non ne parlo, ho deciso da subito che la mia vita privata sentimentale non l’avrei scritta su questo mio diario sbirciato.

L’unica cosa che mi sento di dire è che non avevo mai provato certe emozioni, certi sentimenti, mai vissuto certi attimi. Se finirà bene o se finirà male, questo mese di marzo lo terrò stretto dentro di me, e ringrazio lui per tutto ciò.

Nuova linfa vitale.

E così fu che lui e Roma ni hanno salvato da me stesso.

— 3 settimane fa con 8 note
#my thoughts  #lorenzo martinetti  #my memories